Imprenditore: trasforma un debito in un vantaggio competitivo
Data pubblicazione: 09 settembre 2025
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Spesso, il TFR è visto come “cassa” dell’impresa. In realtà è un debito verso i dipendenti. E proprio perché è un debito, trasferirlo alla previdenza complementare può trasformarsi in un vantaggio economico misurabile e in un plus di clima aziendale percepibile.
Il TFR in 30 secondi
Ogni anno l’azienda accantona il 6,91% della retribuzione lorda come TFR. Soldi che poi liquiderà al dipendente quando si interromperà il rapporto di lavoro.
Se resta in azienda (aziende con più di 50 dipendenti hanno l'obbligo di versarlo all'INPS se il dipendente non aderisce ad un fondo pensione), il TFR si rivaluta ogni anno: 1,5% fisso + il 75% dell’inflazione ISTAT (meccanismo a capitalizzazione composta: gli interessi generano altri interessi).
Questo pesa sui conti dell'azienda, soprattutto quando l’inflazione sale.
Cosa guadagna l’impresa se i dipendenti versano il TFR ai fondi pensione
La normativa ha previsto “misure compensative” proprio per alleggerire i costi aziendali quando il TFR va alla previdenza complementare o al Fondo di Tesoreria INPS.
In concreto:
- Deducibilità extra dal reddito d’impresa
+4% dell’importo di TFR conferito (aziende >50 addetti),
+6% (aziende
La fiscalità dei fondi pensione, spiegata semplice.
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