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PMI, Microimprese e Produttività: sfatiamo un mito dell’economia italiana

Data pubblicazione: 22 ottobre 2024

Autore: Fabio Maurelli

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Uno dei problemi più discussi dell'economia italiana è la bassa produttività. Rispetto a Paesi come Germania e Francia, il nostro sistema produttivo genera meno valore aggiunto per ogni ora lavorata. Ma quando si parla di produttività, spesso si punta il dito contro le Piccole e Medie Imprese (PMI), considerate responsabili di questo ritardo.

Fermiamoci un attimo, le PMI sono davvero colpevoli? E se il problema fosse in realtà un altro? In questo articolo analizzeremo il tema con dati aggiornati e cercheremo di capire quale ruolo giocano microimprese, piccole e medie imprese nella produttività italiana.

Le PMI, cioè le imprese con meno di 250 dipendenti, costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana. Tuttavia, la loro produttività è spesso inferiore rispetto alle grandi imprese. Ecco come si posizionano in alcuni Paesi europei (dati riferiti dalla Eurostat e OCSE):

  1. Germania 72,84%,
  2. Francia 64,33%,
  3. Spagna 60,84%,
  4. Italia 51,82%.

In Italia, dunque, una PMI produce circa la metà del valore di una grande azienda. Anche se è naturale aspettarsi una differenza (per via delle economie di scala e delle sinergie di cui beneficiano le grandi imprese), il divario con gli altri Paesi europei è significativo.


Microimprese: il vero problema della produttività italiana

In realtà, il problema principale non è rappresentato dalle PMI in generale, ma dalle microimprese (meno di 10 dipendenti).

Queste aziende hanno una produttività, rapportata alle grandi aziende, significativamente inferiore rispetto alla piccole e medie imprese.

In particolar modo nel settore dei Business Services (consulenza, servizi legali, marketing, ecc...) (fonte: Rapporto ISTAT e Banca d’Italia):

  1. Microimprese 52,5%,
  2. Piccole imprese (10-49 dipendenti) 82,9%,
  3. Medie imprese (50-249 dipendenti) 101,8%.

In altre parole, le microimprese pesano negativamente sul dato complessivo delle PMI e, di conseguenza, sulla produttività dell'intero sistema economico.


Perché le Microimprese sono poco produttive?

Le ragioni della bassa produttività delle microimprese italiane sono diverse:

  1. Processi poco strutturati,
  2. Minori investimenti in macchinari e innovazione di processo,
  3. Management meno preparato, con un livello di istruzione spesso più basso.

Nonostante queste criticità, ci sono segnali di miglioramento. Secondo l'ISTAT, tra il 2015 e il 2019, gli investimenti fissi per addetto sono aumentati del 26%, il valore aggiunto per addetto è cresciuto del 5% ed è migliorato il livello di digitalizzazione.


Piccole e Medie Imprese: un punto di forza del sistema italiano

Se le microimprese sono ancora un freno alla produttività, le piccole e medie imprese italiane raccontano una storia diversa. Queste aziende rappresentano un punto di forza del nostro sistema produttivo, spesso più dinamico e competitivo rispetto alle loro controparti europee.

Tra il 2010 e il 2019, la produttività delle PMI è aumentata del 6,5%, mentre quella delle grandi aziende è calata del 5% (fonte: OCSE, Banca d’Italia). Le PMI italiane, inoltre, hanno raggiunto livelli di produttività superiori a quelle di Francia e Germania per imprese di pari dimensione.

Alla luce di questi dati, è chiaro che le piccole e medie imprese rappresentano una risorsa cruciale per l’economia italiana. Per chi vuole investire, esistono opportunità interessanti. Ad esempio, è possibile guardare agli indici small cap italiani, che includono PMI e startup innovative con ottime prospettive di crescita.

Un esempio è l’indice FTSE Italia Small Cap, che ha registrato buone performance negli ultimi 5 anni e rappresenta un modo semplice per investire nel potenziale delle piccole e medie imprese italiane.


b7e5b920-8eb2-4c92-b7a7-0eee3f2c500e_20241016.webpIn conclusione

In sintesi, la bassa produttività italiana non è imputabile alle PMI inquantotali, ma piuttosto alla miriade di microimprese, soprattutto familiari, con processi poco strutturati e capacità limitate di investimento. Al contrario, le piccole e medie imprese italiane sono un punto di forza e un esempio di successo, dimostrando dinamismo e capacità di adattamento anche in contesti difficili.

Investire su queste realtà può offrire interessanti prospettive di crescita, contribuendo allo sviluppo di un sistema produttivo più competitivo e innovativo.


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